venerdì 20 maggio 2011

Horror Street: Intervista con Sarah Langan


[Alessandro Manzetti] Hai  pubblicato il tuo primo racconto Sick People quando eri al college a Waterville. Chi è stato il tuo primo lettore? Puoi raccontarci la trama?

[Sarah Langan] Scrissi il racconto in un workshop di Richard Russo. E 'stata una svolta per me, perché piuttosto che raccontare spaccati di vita, la storia aveva una trama sostanziosa. Parlava di una infermiera che aveva lavorato per un facoltoso paziente in Iowa e sta meditando un omicidio. E ' stata pubblicata sul New England Journal Intercollegiate Jornal

[AM] Il tuo primo romanzo The Keeper (2006), vincitore del Bram Stoker Award, è ambientato a Bedford, nel Maine. Un luogo maledetto dal passato sanguinoso, che vive un completo decadimento. Questa decomposizione si vive tra le pagine, ingoiando sia il lettore che gli abitanti di Bedford. La pioggia incessante, Susan Marley, una donna segnata dalle esperienze che vaga per le strade come un fantasma, dopo la sua morte i peggiori incubi prenderanno vita. L’altro fantasma è la città stessa. Da cosa sei stata ispirata per creare questa atmosfera di disperazione, di mancanza di ogni speranza? E’ terribile quanto la violenza e l’orrore che poi incontreremo.

[SL] Ero piena di rabbia e presunzione quando ho scritto quel libro, come la maggior parte dei ventenni. Volevo creare il mio marchio di fabbrica, parlare a nome di tutte le persone che non potevano farlo, desideravo vendetta per gli abusi reali e immaginari. Quindi, c'è questo nel libro. E poi amo i lati oscuri delle cose, possiedono una certe onestà, mi fanno sentire a mio agio. Non mi piace dire bugie, non mi piace fingere di essere qualcosa che in realtà non sono. Penso che quando si prende questa strada, si è poi costretti a fare di tutto per non rivelare la realtà; improvvisamente tutta la tua vita diventa una cazzata.


[AM] Nella vita, quale è il tuo personale approccio alla realtà? Sei più realista o fatalista? I sogni per te sono dei fantasmi che ci aleggiano intorno o siamo noi stessi a crearli e poterli trasformare in realtà?

[SL] Penso che tutto sia possibile. Dopo tutto, l'umanità esiste nonostante sia statisticamente impossibile. Quindi, perché non dovrebbero esistere anche i fantasmi? Ma queste realtà non entrano nei miei pensieri quotidianamente, sono più interessata alla gente comune, alle lotte. Queste cose possiedono i propri orrori, ma anche molte meraviglie

[AM] Sei stata paragonata a autori del calibro di Stephen King e Peter Straub. Per le atmosfere, il realismo, la liricità della tua prosa. Quanto e come ti hanno influenzato le opere di questi due grandi autori? Quale è l’elemento, la caratteristica più peculiare che possiamo trovare nella tua narrativa?

[SL] Ho letto e amo entrambi questi autori, come molta letteratura di realismo magico e fantascienza. La caratteristica che mi distingue è una narrativa più snella. Almeno questo è quello che credo. Penso di essere più dark rispetto al primo King e, a differenza di lui, i miei personaggi spesso non sono molto simpatici. La narrativa di Straub è molto diversa dalla mia. Non siamo confrontabili, come mele e arance. Qualche volta riesco a essere oscura come lui.

[AM] Il tuo secondo romanzo The Missing, (2007) anch’esso vincitore del Bram Stoker Award, è il sequel di The Keeper e prende la strada delle visioni apocalittiche e delle zombie stories.  Due temi di grande successo. Nonostante questo riesci a offrire grande originalità, attraverso il tuo stile e la ricostruzione scientifica del virus, del contagio che si diffonde trasformando le persone in mostri carnivori. Quanto è cambiata la tua narrativa rispetto a The Keeper? Quali obiettivi e temi da sviluppare avevi scelto stavolta?

[SL] The Keeper è stato il primo romanzo horror di un autore non conosciuto pubblicato in un decennio da una casa editrice importante. Vorrei poter dire di aver cavalcato i successi di precedenti autori, ma non fu così. The Missing è stato uno dei primi libri mainstream sul tema zombie; ancora una volta mi ero trovata un po’ davanti su una curva immaginaria, in anticipo, questo ha significato però non essere beneficiata nelle vendite dalle mode e dalle manie che sono successivamente esplose, per certi generi. Il mostro non ha molta importanza per me. E’ il personaggio ad averla. Sto riflettendo su quanto l’America sia oggi divisa in modi che ultimamente non riesco a comprendere, e al cannibalismo della classe media. Questi sono i temi che ho affrontato prima in Keeper e Missing, ma essendo maturata, racconto la storia in modo diverso.



[AM] Hai scritto anche molti racconti, The Lost (2008) ha vinto il Bram Stoker Award. Puoi raccontarci qualcosa di questo racconto, farci vivere la sua atmosfera?

[SL] The Lost è la storia di una donna che lavora in un negozio, chiamato Filene's Basement. Dopo che suo padre muore, lei comincia letteralmente a scomparire.

[AM] Il tuo ultimo romanzo, Audrey’s Door, vincitore dell’ultima edizione del Bram Stoker Award, racconta la storia di Audrey Lucas che si trasferisce in una nuova casa a Manhattan, cercando di lasciarsi indietro il passato. Ma la casa è infestata e nasconde orribili segreti. Nella prefazione tu stessa fai riferimento alla ispirazione proveniente da opere come Shining di Stephen King, Rosemary’s Baby di Ira Levin Hills House di Shirley Jackson. Cosa c’è di più o di diverso nella tua Audrey’s Door?

[SL] Beh, la storia parla dello sviluppo della mia generazione, che si è fermato, e del mondo che abbiamo ereditato dall’esplosione demografica, che credo abbia sacrificato il futuro per il proprio benessere. Questo è un tema molto diverso dalla metafora dell’alcolismo di King in Shining e dalla dissertazione di Levin sulla emancipazione femminile, che emerge da Rosemary’s Baby



[AM] E ora, due classiche domande di Horror Street:

In questa rubrica cerchiamo di comprendere i nuovi scenari della letteratura horror, attraverso l’esperienza diretta degli autori. Quali sono le nuove tendenze dell’horror? Puoi segnalarci nuovi autori che stanno portando avanti progetti originali?

[SL] Liz Hand è uno scrittrice eccellente. Come anche Sarah Pinborough. Mi piace molto Kevin Brockmeier e non vedo l'ora di leggere il primo romanzo di Ramona Ausubel. Ha appena pubblicato un racconto chiamato Atria su The New Yorker, ed è secondo me uno dei migliori del decennio

[AM] Lasciamo immaginare al lettore di percorrere una strada oscura e solitaria per tornare a casa, e di dover girare l’angolo. Chi (o cosa) incontrerà?

[SL] La figlia di Will Ferrell, che chiede i soldi per l'affitto.



Profilo dell'Autore

Sarah Langan è cresciuta nel Long Island e ha frequentato il college a Waterville, nel Maine, dove ha pubblicato il suo primo racconto, Sick People. Si è laureata in scrittura creativa presso la Columbia University, attualmente vive a Brooklyn, New York. E' l'autrice di tre romanzi : The Keeper (finalista al Bram Stoker Award nel 2006), The Missing (vincitore del Bram Stoker Award nel 2007), and Audrey’s Door (vincitore del Bram Stoker Award nel 2009), ha scritto anche diversi racconti, uno dei quali, The Lost, ha vinto il Bram Stoker Award nel 2008. In Italia ha pubblicato il romanzo Virus (2008 - titolo originale The Missing) per Kowalski.  Web Site

leggi l'intervista in inglese

Intervista di Alessandro Manzetti
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