Oggi sul Posto Bianco propongo un breve viaggio, la meta è la Stanza del Fuoco, quel posto spesso irragiungibile dove si nascondono, contenute tra spesse pareti, le nostre sensibilità più esplosive. Per la maggior parte dei casi queste emozioni rimangono come munizioni bagnate, inutilizzate e inutilizzabili, splendidi motori immobili che però continuano a "pesare" dentro di noi, ma a volte riescono a uscire fuori, a prendere vita. Questo è il processo che porta all'arte, e ai grandi interpreti.
Il viaggio questa volta inizia e si completa seguendo due parallele, due Stanze del Fuoco incontenibili che fin dall'inizio hanno forato le pareti, sfondato le porte, emergendo nella realtà guidando due corpi umani a superarsi, a interpretare e domare grazie all'arte quelle fiamme così alte e vive, che altrimenti avrebbero distrutto tutto, una volta libere, a contatto con l'ossigeno e con la consapevolezza. Le due parallele che ho scelto di seguire sono le esistenze, umane e artistiche, di due grandi interpreti della musica, Janine Jansen e Yuja Wang. Il violino e il pianoforte sono state, fin dall'infanzia, le armi con le quali queste artiste hanno conosciuto,vissuto e alimentato le proprie Stanze del Fuoco. Due giovani donne straordinarie che cercheremo di conoscere meglio.
Janine Jansen (Soest 1978), violinista olandese, suona dall'età di sei anni, è allieva di Coosje Wijzenbeek, Philipp Hirshhorn e Boris Belkin, ha debuttato al Concertgebouw nel 1997, imponendosi presto a livello internazionale come una delle violiniste più interessanti della sua generazione vincendo anche un BBC New Generation Artist. A partire dal suo debutto a Londra nel 2002, insieme alla Philharmonia Orchestra diretta da Vladimir Ashkenazy, hanno fatto seguito numerosi inviti da parte delle maggiori orchestra del mondo, comprese la Royal Concertgebouw Orchestra, Berliner Philharmoniker, London Symphony, New York Philharmonic, le Orchestre di Philadelphia e Cleveland e la NHK Symphony Orchestra Tokyo.
Ha collaborato con prestigiosi direttori quali Lorin Maazel, Valery Gergiev, Riccardo Chailly, Neeme Järvi, Paavo Järvi, Sakari Oramo, Daniel Harding, Mark Elder, Edo de Waart e Sir Roger Norrington. Appassionata anche di musica da camera, la Jansen ha fondato e cura tuttora il Festival Internazionale di Musica da Camera di Utrecht Nel 2003 ha ricevuto il Premio della Musica dal ministero olandese della cultura, il più alto riconoscimento a cui un artista può ambire in Olanda. Suona uno straordinario violino di Antonio Stradivari (Cremona, 1727, ‘Barrere’), prestatole dall’Elise Mathilde Fund tramite la Stradivari Society di Chicago.
Come ha fatto la Jansen ha scoprire e aprire la su Stanza del Fuoco? Difficile stabilirlo, un indizio può essere il fatto che suo padre ed entrambi i suoi fratelli sono musicisti, mentre sua madre è una cantante d'opera. Una famiglia che forse conosce i segreti, le porte di quelle stanze nascoste. Ma la Jansen sembra aver trovato nuove chiavi, non solo qualche fiamma dunque, l'artista è riuscita a domare incendi, spalancando la porta della sua Stanza del Fuoco, non spaventandosi di qualche bruciatura e non accontentandosi di lasciarla socchiusa. Alcuni video sotto riportati ci possono aiutare a capire come la Jansen entra nella sua Stanza del Fuoco, uscendone, apparentemente, illesa. Per la gioia delle nostre fortunate orecchie.
Proprio ieri sera ho avuto la fortuna di assistere a un suo concerto, che ha ispirato questo articolo, questo viaggio alternativo che propongo. Presso l'Accademia di Santa Cecilia Janine Jansen ha interpretato magicamente il Concerto per violino di Brahms. Di questo concerto, completato dalla 5° sinfonia di Prokofiev, mi occuperò con maggiore dettaglio e profondità in uno dei prossimi numeri della rubrica 5° Movimento. Per il momento potete ascoltare, e vedere, il concerto seguendo questo link. E capirete perchè la Jansen è ispirazione: http://pappanoinweb.telecomitalia.com/racconti/5marzo
Scrivevo poche righe fa che il viaggio avrebbe seguito sue parallele, mi sposto dunque di qualche metro per seguire un diverso itinerario, che documenta un'altra scoperta della propria Porta del Fuoco. Protagonista è Yuja Wang, giovane grande musicista, che tramite il suo pianoforte alza fiamme molto in alto, addomesticandole, liberandole e imprigionandole. Prima di parlare di lei, il video sotto ci introduce, con il giusto stato d'animo, alla presentazione dell'artista.
Ora che le note vi hanno circondato, come credo, è il momento di conoscere sinteticamente il percorso artistico di Yuja Wang. Nata a Beijing nel 1987, anche la Wang proviene da una famiglia di musicisti. Ha iniziato a studiare musica a sette anni al Beijing's Central Conservatory of Music, si è poi trasferita in Canada per proseguire gli studi. All'età di 15 anni, ha studiato per cinque anni con Gary Graffman, al Curtis Institute of Music di Philadelphia, e ha iniziato a vincere molti premi internazionali dedicati ai giovani artisti e ha suonare a diversi concerti, spesso sostituendo altri artisti, anche per esecuzioni tecnicamente molto complesse
Il suo debutto in Europa avviene nel 2003 con il Concerto No. 4 di Beethoven l'Orchestra della Tonhalle di Zurigo, in Svizzera, diretta da David Zinman. Nel 2006-2007, si è esibita con la New York Philharmonic, la Houston Symphony, la Chicago Symphony, la San Francisco Symphony, la NHK Symphony Orchestra in Giappone, la Filarmonica di San Pietroburgo in Olanda, la Filarmonica di Cina a Pechino. Nel marzo del 2007, la Wang ha sostituito la leggendaria pianista Martha Argerich in un concerto tenutosi a Boston, eseguendo il Concerto per Pianoforte No. 1 di Tchaikovsky con la direzione Charles Dutoit, ottenendo grande successo.
Nell'estate del 2008, dopo i suoi concerti al Saratoga Performing Arts Center (SPAC), la Wang è stato definita come una una nuova grande stella del panorama artistico, grazie a una superba interpretazione nel suo primo concerto della Sonata in B minore di Liszt, una delle opere più difficili. Nel gennaio 2009, Wang ha firmato un contratto in esclusiva di registrazione per cinque dischi con Deutsche Grammophon e nel mese di marzo, ha fatto il suo debutto con la Los Angeles Philharmonic, la National Symphony Orchestra, la Dallas Symphony Orchestra e la Pittsburgh Symphony Orchestra. Nel mese di maggio si è esibita con il concerto per pianoforte numero 2 di Sergei Prokofiev, altra opera molto complessa. Da allora la Wang è in giro per il mondo a accendere le sue note, e il suo fuoco. Sotto riporto alcuni video che potranno trasportarci nella magia del pianoforte di Yuja Wang:
Termina questo breve viaggio alla ricerca delle Stanze del Fuoco, attraverso le esperienze e intepretazioni di due grandi artiste che pur riuscendo a scoprire e domare le proprie esplosive sensibilità, sono sempre più fagocitate dalla sensibilità altrui, la nostra, il pubblico, il business. Sono i loro strumenti i veri ricordi della loro gioventù, al posto di vecchie fotografie. La domanda a questo punto è lecita: è conveniente cercare e aprire la porta della nostra Stanza del Fuoco? Per l'arte sicuramente si, ma per la persona, per le singole individualità, rimangono dubbi, a mio parere, che le fiamme siano state davvero domate. Forse è solo una terribile illusione.











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