lunedì 19 novembre 2012

Un pomeriggio con Robert Doisneau

 
 
 
Quando ci sono saltato sopra al volo, la fotografia era di legno. Oggi eccola diventata quasi elettronica. Mi guardo intorno con la stessa curiosità del primo giorno. E questa curiosità animalesca a fare da motore. Chi ne è sprovvisto avrà un bel consultare libri e imbottirsi la memoria: non potrà far altro che posare sul mondo lo sguardo d'un vitello tirato su con gli ormoni.
 
(Robert Doisneau - da A l'imparfaict de l'objectif)
 
Ieri, insieme all'amico Daniele Serra, ho vissuto le emozioni della mostra "Robert Doisneau  - Paris en libertè" organizzata al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Qualche mese fa avevo scritto un piccolo articolo sulle opere di  Doisneau (1921-1994), che potete leggere qui, dedicato alla serie di fotografie Le Regard Oblique, realizzata nel 1948 e  ambientata nella vetrina della bottega antiquaria dell'amico Romi, nella centralissima rue de Seine. Grazie all'amico antiquario e allo scrittore e giornalista Robert Giraud, Doisneau posiziona un quadro erotico  nella vetrina del negozio, insieme a altre opere; nascondendo l'obiettivo della sua Rolliflex dietro una sedia, all'interno della bottega, riesce a catturare le spontanee emozioni dei passanti. Una tecniche simile è stata adottata da Doisneau per catturare le emozioni dei visitatori del Louvre di fronte alla Mona Lisa. Questa serie è una delle tante opere affascinanti presenti alla mostra "Robert Doisneau - Paris en libertè". Ho passato un pomeriggio davvero speciale in compagnia delle opere di Doisneau, che vale la pena raccontare, come facile occasione per proporre un sintetico approfondimento sul suo percorso artistico, e pubblicare alcune fonti e testimonianze molto affascinanti, tra le quali estratti dei quaderni e dell'agenda di Doisneau, che troverete nella seconda parte dell'articolo. Assolutamente da non perdere.
 
 
 
 
La mostra è stata organizzata molto bene e è ricca di opere, disposte con intelligenza nelle varie sale dedicate, per favorire l'osservazione e il viaggio ottico che viene guidato con ottime scelte in termini di accostamenti delle opere ma anche con alcuni puzzle seriali e originali telai di contenimento che cercano di dare vita, tridimensionalità, a singole fotografie o serie dell'autore. Come vi dicevo, ho condiviso questo viaggio con Daniele Serra, illustratore professionista, fresco direttore artistico della nuova realtà editoriale digitale Mezzotints Ebook, che ci vedrà protagonisti, insieme a Fabrizio Vercelli e al nuovo staff editoriale, di un 2013 pieno di progetti, attività e pubblicazioni. Ma di questi argomenti avremo modo di parlarne molto presto. Tornando a Doisneau, avete tempo fino al 3 marzo 2013 per poter ammirare le opere di questo straordinario fotografo, che è riuscito, durante la sua lunga carriera, a catturare immagini, pensieri, emozioni col suo invisibile obiettivo, capace di entrare tra vicoli e vite, per raccontarci la sua Parigi e la sua personale gioia di vivere.
 
 
Io e Daniele Serra all'ingresso della mostra
 
Sono presenti più di 200 fotografie originali, scattate tra il 1934 e il 1991. Dalle celebri serie del negozio dell'antiquario Romin o a quelle della Mona Lisa, il percorso proposto dalla mostra sembra condurci tra le strade di Parigi, lungo la schiena sinuosa della Senna, passare nelle voci dei bistrot, curiosare dalle finestre, raggiungere le periferie e le umanità più brillanti nel loro quotidiano percorso. Diventiamo anche noi, proprio come Doisneaupescatori di immagini, di colori, di emozioni, di spaccati sociali enormi e minuscoli, e la sua macchina del tempo, vi assicuro, funziona perfettamente, tanto da farci credere di aver potuto contare tutti i mattoni di Parigi, aver conosciuto davvero odori di vicoli nascosti, sapori di vite sotto il sole o nel freddo dell'inverno. Notti e mattini intensi e vibranti, che si depositano in un virtuale serbatoio del nostro immaginario, affiancandosi ai nostri "veri" ricordi. Noi, puri spettatori, mentre un mondo intero si mostra e ci colpisce, quasi per la prima volta, con tutti i suoi inaspettati raggi.
 
 
 
 
L'obiettivo ectoplasmico di Doisneau, ve ne accorgereste facilmente anche voi, è del tutto invisibile, e riesce a cogliere, incredibilmente, momenti e dettagli che sintetizzano vite, ricordi, modi di fare e di pensare, paure, felicità, insicurezze, ossessioni. E' davvero difficile immaginare come Doisneau possa essere riuscito a materializzare così tanti scatti magici, senza disporre, per gran parte della sua attività, della tecnologia moderna, affindandosi esclusivamente alla sua vista alchemica, producendo limitati provini sui quali scegliere e lavorare. Doisneau spoglia Parigi con il suo amato bianco e nero, il quotidiano emerge trasformandosi da materiale trasparente in scultura vera e propria, che comunica, senza interruzioni, la propria intimità. Inevitabile riconoscersi in alcune fotografie, dall'adolescenza a ricordi vividi eppure dimenticati dietro all'ingresso di una mostra apparentemente estranea a noi stessi. Oltre a Doisneau e alla sua Parigi popolata di anime messe a fuoco, troviamo pezzi di noi stessi, diabolicamente catturati e rappresentati in un altro tempo, in uno spazio parallelo permanente, che fluisce davanti ai nostri occhi. Tutto questo vale la mostra, e la nostra piena presenza fisica e psicologica.
 
 
Robert Doisneau: L'innocente (1949)
 
 
Paris en Liberté arriva per la prima volta in Italia, dopo essere stata presentata a Parigi presso l’Hotel de la Ville e in Giappone al Mitsukoshi di Tokyo e all’Isetan Museum di Kyoto, nel centenario della nascita di  Robert Doisneau. Difficile trovare una migliore occasione per avvicinarsi all'opera di Doisneau e al mondo della fotografia, che riesce spesso a sorprenderci. Una alternativa però esiste, per chi è lontano da Roma; la mostra sarà poi allestita anche a Milano, allo Spazio Oberdan, dal 15 febbraio al 1 maggio 2013. Non avete proprio scuse a questo punto.
 
 
Robert Doisneau: dalla serie degli scatti dal negozio dell'antiquario Romin
 
 
Ho approfittato della mostra per acquistare un piccolo libro su Robert Doisneau, "Robert Doisneau - Pescatore d'Immagini" di Quentin Bajac (Universale l'Ippocampo), attratto da alcuni contenuti molto interessanti, collezionati nella sezione "Testimonianze e documenti". Si tratta di testi autobiografici, lettere, stralci di interviste,  articoli, note e appunti trascritti sulla sua agenda e sui quaderni, che a mio avviso svelano molto dell'uomo e della sua filosofia artistica. Condivivo con voi, di seguito, parte di questo affascinante materiale. Inizio dalle risposte di Doisneau al questionario di Proust, originariamente pubblicate in La Loire, Journal d'un voyage, Denoel, 1978.
 
 
 
 
Il questionario di Proust
da "Robert Doisneau - Pescatore d'Immagini"
Universale l'Ippocampo Fotografia
Traduzione di Vera Verdiani
 
1) Qual'è per lei il colmo della disgrazia?
Lo stupore di fronte all'irreparabile
 
2) Dove le piacerebbe vivere?
In qualunque posto, purchè non troppo lontano da quanti ridono delle stesse cose di cui rido io
 
3) Qual'è il suo ideale di felicità sulla terra?
Sentirmi accettato nel grande cantiere della luce (volontariamente oscuro per sembrare profondi)
 
4) Per quali sbagli prova maggiore indulgenza?
Per quello dell'abate Mouret
 
5) Quali sono i suoi registi cinematografici preferiti?
Se dico Bunuel, Fellini, Truffaut, ecc., comincio una piramide con in cima Renoir
 
6) Quali sono i suoi pittori preferiti?
Chardin, Vermeer, Goya, Velazquez, Steinberg, Van Gogh, Bonnard

7) Quali sono i suoi musicisti preferiti?
Con l'orecchio incolto che mi ritrovo, la mia opinione conta ben poco

8) Qual'è la qualità che preferisce in un uomo?
Quella di ridere di se stesso

9) E in una donna?
Il dono d'abbagliare

10) Quali sport pratica?
Il rugby su Antenne 2

11) Sarebbe capace di uccidere qualcuno?
Certo, a patto di poter scegliere, e non tutti i giorni

12) Qual'è la sua occupazione preferita?
E' più una questione d'umore che di un'occupazione precisa

13) Chi le sarebbe piaciuto essere?
Il giocoliere Rastelli.

14) Qual'è il tratto principale del suo carattere?
Come faccio a saperlo?

15) Cosa apprezza maggiormente nei suoi amici?
La complicità incondizionata

16) Qual'è il suo principale difetto?
L'allergia a certe piante e a certe persone: mi fanno venire entrambe l'orticaria

17) Qual'è la prima cosa che l'attira in una donna?
Lo sguardo. Quindi, cara signora, la smetta di contorcersi inutilmente

18) Il suo colore preferito?
Il blu del martin-pescatore

19) Il fiore preferito?
La margherita di aprile

20) Quali sono i suoi autori di prosa preferiti?
Alla rinfusa, Andrè Hardellet, Flaubert, Gascar

21) I suoi poeti preferiti?
Stamattina Blaise Cendrars, Andrè Frenard, Boby Lapointe. Jacques Prevert tutti i giorni.

22) Chi sono i suoi eroi nella vita reale?
I sindacalisti anonimi

23) Quali sono i suoi nomi di battesimo preferiti?
Bourgueil, Emilion, Estephe, Otis Pifre e Brunilde.

24) Che cosa detesta sopra ogni cosa?
La musica militare, la giustizia militare e la mensa militare

25) Quale dono di natura le piacerebbe avere?
Quello di fermare i sogni

26) Crede nella sopravvivenza dell'anima?
Senz'altro: come si fa a lasciare il monopolio di una così bella idea a degli specialisti contorti e cavillosi?

27) Come vorrebbe morire?
Nel modo più dolce possibile, tipo dissolvenza incrociata

28) Il suo attuale stato d'animo?
Più ricco di rimpianti che di rimorsi

(in La loire, Jornal d'un voyage, Denoel, 1978)

 
 
Ora trovate alcune righe di Prevert dedicate a Doisneau e subito dopo un estratto autobiografico di Doisneau da A l'imparfait de l'objectif, davvero illuminante della sua filosofia artistica, dell'arte come gioco, della sua attività creativa come una evoluzione delle esperienze, delle corse tra i cortili dell'amata periferia parigina, piena di immagini e pensieri:
 
Doisneau visto da Prevert
da "Robert Doisneau - Pescatore d'Immagini"
Universale l'Ippocampo Fotografia
Traduzione di Vera Verdiani
 
a Robert
 
Un giorno, sulle alture della Alpi Marittime, credo dalle parti d'Entravaux, Robert Doisneau "in reportage" stava accompagnando un pastore, le sue pecore e i suoi cani, quando un camion sventrò
la mandria uccidendo anche i due cani.
L'hai fotografato?
No, ho consolato il pastore, rispose lui.
E fu come se la vita, con un'istantanea, avesse fatto il ritratto di Doisneau.
Semplice scambio di cortesie.
Da molto tempo Robert Doisneau fa delle foto bellissime e semplicemente straordinarie, e sempre per ritrarre nozze, banchetti, l'amore e l'ironia della vita
(Autunno 1975)
 
 
 
Robert Doisneau: Venere presa di petto (1964)
 
Una vita di fotografo
da "Robert Doisneau - Pescatore d'Immagini"
Universale l'Ippocampo Fotografia
Traduzione di Vera Verdiani
 
Quando ci sono saltato sopra al volo, la fotografia era di legno. Oggi eccola diventata quasi elettronica. Mi guardo intorno con la stessa curiosità del primo giorno. E questa curiosità animalesca a fare da motore. Chi ne è sprovvisto avrà un bel consultare libri e imbottirsi la memoria: non potrà far altro che posare sul mondo lo sguardo d'un vitello tirato su con gli ormoni.
 
Il tempo è passato senza che me ne accorgessi, preso com'ero dai miei contemporanei, gratificandoli, quando se ne presentava l'occasione, con qualche immagine colta al volo. E' stata una cosa onesta? Non mi sono mai posto la domanda. Comunque non avrei mai potuto resistere alle strizzate d'occhio del caso. Ora che sono distrattamente entrato nella terza età, continuo questo gioco nel quale mi sono imposto dei tabù inviolabili e una serie di complicatissime regole che ricordano quelle degli astragali:
una sorta di giocoleria a cielo aperto con oggetti privi di valore commerciale: In Les jours de l'homme il dottor Bezancon insiste su tre funzioni vitali: nanna, pipì, gioco Secondo lui il buon funzionamento di questa trinità equivale a una garanzia di longevità. Delle tre, la funzione a mio avviso di gran lunga più importante è quella che questo medico all'antica ha catalogato nella rubrica Gioco.
 
Dove altro, se non nel cortile per la ricreazione dove ho giocato al fotografo ambulante, avrei avuto il privilegio d'incontrare tante persone diverse? Ditemi quale altra professione m'avrebbe permesso d'entrare nella gabbia dei leoni dello zoo di Vincennes e nell'atelier di Picasso. Di scendere in una miniera di carbone e di salire sulla cupola di un osservatorio. Di veder il professor Leibovici aprire una pancia, di contemplare Louis de Broglie davanti a una lavagna coperta di geroglifici Di svegliarmi una mattina in provenza tra le pecore della transumanza. Di trovarmi nella cucina dove Blaise Cendrars scriveva L'homme foudroyè. di sorvolare a bordo di un carroponte l'inferno di una fabbrica siderurgica. Di vedere Bertrand Tavernier mangiarsi le unghie dietro la cinepresa. D'assistere a una prova all'Opèra per poi dividere con Marceau e Melanie un pasto ben cucinato e ben annaffiato in riva al bacino dell'Arsenal. Se avessi fatto il caporeparto o l'ispettore dei pesi e misure non mi sarebbero mai state offerte tante occasione di sgranare gli occhi.
 
(Robert Doisneau, A l'imparfait de l'obiectif, Actes Sud, 1995)
 
 
Robert Doisneau: Hell (1952)
 
 
Di seguito trovate note sparse e appunti tratti dalle agende e dai quaderni di Doisneau, conservati scrupolosamente dall'autore a partire dalla fine degli anni '40. Materiale di grande interesse che rivela Doisneau, ben oltre la fotografia. Pensieri, intuizioni, riflessioni, istanti che stavolta siamo noi a catturare, a poter pescare dalla immaginazione tridimensionale di Doisneau:
 
 
Appunti lungo il filo dei giorni
da "Robert Doisneau - Pescatore d'Immagini"
Universale l'Ippocampo Fotografia
Traduzione di Vera Verdiani
 
Giacometti
 
Ricordo i vetri polverosi del suo atelier, si passava la mano sul viso - sono distrutto - ho la faccia distrutta, cicche, andiamo a prendere un caffè - si stropicciava gli occhi - una patina spessa così, sugli arnesi. Con un'attività fisica concreta, è facile. L'immagine fotografica trova dove aggrapparsi - appigli ai quali aggrapparsi. E' facile applicarvi ricette grafiche.
La precisione fotografica è fatta apposta per registrare la ricchezza del caso.
L'accumulo degli oggetti, degli arnesi raggruppati a seconda dei giorni - facile.
La specificità della foto è disponibile a trascrivere con esattezza gli arnesi messi lì a seconda dei giorni.
 
(Robert Doisneau - Quaderno "Testi Ritratti" 1978)
 
 
 
Robert Doisneau: Picasso e Francoise Gilot (1952)
 
 
Non so se sia bello o brutto. E' colossale. Davanti a un gigante non si osa esprimere un'opinione.
Questo gigantismo richiede una formidabile organizzazione tecnica. Più che la parte visibile di questo tour de force mi inquieta l'intuirne la parte sommersa, come gli iceberg, presenza invisibile cento volte più possente
 
(Robert Doisneau -A proposito delle trasformazioni di Parigi. agenda: gennaio-marzo 1975)
 
 
Salone della fotografia
 
Luogo estremamente pericoloso - come per il negozio d'articoli da pesca per il pescatore. Le trappole da immagini sono soprattutto delle trappole per il fotografo.
Comunque è un piacere lasciarsi irretire da queste meraviglie meccaniche, automatiche, voraci - ragionanti, miniaturizzate.
Auguriamoci che malgrado le sofisticazioni tecniche la presenza dell'uomo riesca ugualmente a farsi sentire.
 
(Robert Doisneau -Agenda: gennaio-marzo 1976)
 
 
 
 
La foto astratta
 
Un vecchio amico, ormai insonne, passava le notti a sgocciolare macchie su un foglio, a ripiegarlo in 16, 32, 64 e a ricominciare daccapo.
Le pareti della stanza erano tappezzate di fiori, insetti e farfalle nati dal caso.
Non molto rassicurante.
La foto astratta,  cultura dell'incidente tecnico e della distorsione, produce effetti grafici suggestivi ma che, appunto, sono soltanto degli effetti, da cui il suo limite.
Giochi di parole della meccanica.
Interessanti sono i sogni degli uomini
 
(Robert Doisneau -Agenda: gennaio-marzo 1976)
 
 
 
Robert Doisneau: Le Fox -errier Au Pont des Arts (1953)
 
 
Parigi non è mai bella come quando si sentono parlare tutte le lingue sotto le arcate di rue de Rivoli e quando i pullman vengono a arenarsi ai piedi dei monumenti come balene incinte.
 
Scegliendo un certo modo di vivere
 
I fotografi sono dei barbari che si sono meritati in disprezzo dei rappresentanti della cultura ufficiale.
Troppo occupati a spolverare i loro accessori avvizziti, costoro sfiorano con occhio bovino le immagini in cui non  ritrovano la mitologia famigliare.
A chi ama respirare l'odore dell'incenso, consiglio un'altra professione.
Il fotografo tira per la manica l'uomo frettoloso dallo sguardo perso nel vuoto e gli mostra lo spettacolo gratuito e permanente della strada.
 
(Robert Doisneau Quaderno "Banlieue" 1957)
 
 
 
 
 
Questa è solo una piccola parte dei tanti materiali autobiografici disponibili su Doisneau, che vale la pena leggere, scoprire, per entrare nel suo mondo rivelatore, nella sua magica gioia di vivere che porta nel nostro tempo qualche raggio di sole che passa, a fatica nei cunicoli oscuri della fretta e dell'indifferenza, che ormai ci nascondono la vita che fluisce ancora, magnificamente. introrno a noi, se riusciamo a guardare bene. Grazie Robert Doisneau per un pomeriggio dal cielo infinito.
 
 
 
 
 
 

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...