giovedì 26 gennaio 2012

Autopsie: Roberto Costantini analizza "L'Alienista" di Caleb Carr


Numero #28 per la rubrica Autopsie; dopo Ugo Barbàra, protagonista dell'ultimo numero, un'altro finalista del premio Scerbanenco veste i panni del coroner del Posto Nero, si tratta dello scrittore Roberto Costantini, autore del thriller di grande successo Tu sei il male, che ha scelto di sezionare per noi un libro affascinante e complesso: l'Alienista di Caleb Carr.

lunedì 23 gennaio 2012

Samuel Marolla: Nelle mani della Janara


Samuel Marolla ci parla del suo nuovo racconto, La Janara, ispirato dalle leggende e dal folkore della nostra terra, storie e ricordi che rappresentano una grande ricchezza per la narrativa horror italiana.

domenica 22 gennaio 2012

Mahleriana: Diario di un'amicizia


Aspettando di tornare a esplorare il colore tematico di questo mese, il rosso, secondo le poliedriche visioni e interpretazioni dell'arte, questa è una tappa speciale del viaggio e mi soffermo su uno splendido libro, Mahleriana - Diario di un'amicizia di Natalie Bauer-Lechner (Il Saggiatore, 2011), che oltre a rappresentare uno spaccato della vita personale e professionale di Gustav Mahler, unisce e raccorda due emozioni molto rosse, le note di un grande musicista, che scavano a fondo nello stomaco, e la sua multiforme passione, che ispira composizioni artistiche, filosofie, l'approccio alla vita.


L'autrice del libro, Natalie Bauer-Lechner, violinista di talento, pubblicò a inizio secolo questa raccolta di ricordi della sua amicizia con Mahler, che testimonia la vita dell'artista tra il 1890 e il 1902, per la prima volta tradotta in italiano. Una grande occasione per conoscere e approfondire la vita, le esperienze, i pensieri di Mahler. E' il periodo in cui il musicista compone le sue prime sinfonie, delle prime esperienze come direttore d'orchestra fino all'insediamento all'Opera di Vienna, come direttore. Questo tracciato della vita di Mahler è quello più interessante per comprendere ispirazioni e visioni, l'accoglienza delle sue opere, le interpretazioni e giudizi su altri musicisti, come Beethoven, Mozart, Wagner, Brahms. Tormenti e frustrazioni, scintille di genialità, embrioni di capolavori, i dolori e le gioie dell'anima e del corpo. Il diario di Natalie Bauer-Lechner, segretamente innamorata del maestro, si arresta poco dopo l'incontro nel 1901 tra Mahler e la bellissima Alma Shindler, compositrice e pittrice autriaca (chiamata Musa del secolo, che meriterebbe un articolo a parte) che diventerà sua moglie.


Questo periodo della vita del musicista, raccontato da Natalie Bauer-Lechner, è secondo me il più interessante per entrare nel mondo di Mahler, vedere con i suoi occhi, toccare con mano la creatività che esplode continuamente, intersecandosi e armonizzandosi, a volte a fatica, con la ricerca e la filosofia della vita e dell'arte dell'uomo, il suo particolare carattere, le delusioni, le piccole e grandi battaglie, vinte e perse.

Cito alcuni passi che consentono di comprendere il tenore di questo diario, di questa raccolta di confidenze, di conversazioni, di momenti veloci e interminabili:

10 luglio
Mentre stavamo andando a Unterach in bicicletta, nel pomeriggio, Mahler mi disse: "Pensa un po', le parti dell'opera che scrivo di getto, in modo provvisorio - convinto che poi le eliminerò o le cambierò radicalmente - , solo per poter procedere con il lavoro, sono quelle che alla fine si rivelano le migliori: così importanti che non potrei aggiungere o togliere una sola nota senza fare danni. Mi è accaduta una cosa ancor più strana con un passaggio di cui non riuscivo a venire a capo, e che ancora il giorno successivo mi angustiava moltissimo. Oggi, nel sonno, sento una voce (di Beethoven o di Wagner, con i quali ultimamente mi intrattengo durante la notte - niente male come compagnia!) che mi chiama "Fai entrare i corni tre battute dopo!". Era una soluzione talmente semplice e meravigliosa per il mio problema che non credevo alle mie orecchie!"

Mahler e la sua opera
Oggi, durante il viaggio in treno da Mondsee a Salisburgo, Mahler mi ha detto: "Che il Signore mi preservi e mi faccia perdere il senno, quando le mie opere peggioreranno. Per quel che concerne il mio lavoro, una sola prova scadente varrebbe a distruggere tutto, al contrario di chi riscatta una Sodoma e Gomorra in virtù di un solo giusto. Sarebbe meglio essere stroncati al culmine della propria creatività, quando ancora ci si aspetta qualcosa di più grande e elevato, e non si intravedono confini a delimitare l'orizzonte della propria attività. Una montagna la cui sommità sia coperta dalle nubi apparirà infatti comunque più alta della vetta massima che si staglia libera nell'etere. D'altro canto, la natura ha, da ultimo, posto dei limiti alla crescita e all'attività di un intelletto, ed è forse una pretesa sentimentale non volerli rispettare"


I suoni naturali come musica originaria
Quanto segue è un discorso annotato il 12 luglio a Ridanna. Mahler aveva un'orecchio molto sensibile ai rumori della natura e doveva ascoltarli, volente o nolente. Per esempio, il richiamo del cucculo, che ha un suono allegro e divertente nella sua Prima Sinfonia, o le strida di pavoni, galli e galline. A Steinbach am Brenner un gallo, che cantava instancabile in una modulazione molto particolare, l'aveva quasi portato alla disperazione. Due anni prima, a Steinbach, i gracchi dei corvi che era impossibile zittire si erano intrufolati nell'ultimo movimento della sua Seconda Sinfonia. Ma aveva sempre prestato attenzione anche allo scroscio di una cascata, ai suoni delle campane o al melodico scricchiolio di una porta. In proposito mi disse: "Probabilmente noi ricaviamo tutti i ritmi e i temi originari dalla natura, che ce li offre già, con grande pregnanza, nei versi degli animali. L'uomo, e l'artista in particolare, trae i contenuti e le forme del mondo che lo circonda, per poi espanderli e trasformarli a modo suo. Egli può sentirsi felicemente e armoniosamente in sintonia con la natura oppure opporsi a essa in modo doloroso o ostile, o addirittura può cercare di farla finita con lei guardandola con ironia e senso dell'umorismo dal suo osservatorio privilegiato: di qui derivano, nel vero senso della parola, le basi di uno stile artistico nobile-sublime, sentimentale-tragico o umoristico-ironico"

Mahleriana non è un libro solo per gli appassionati o profondi conoscitori della musica di Mahler, rappresenta il vissuto di un'artista, lo spaccato di un'epoca, una riflessione sul mondo e su quello che ci circonda, spesso nascosto da un sottile telo nero che è necessario sollevare. Questo diario è anche l'occasione per avvicinare la musica di un'artista straordinario, incuriosirsi e documentarsi, qui sul web è facile trovare qualche minuto per ascoltare, tradotti in musica, i pensieri e le filosofie che possiamo leggere in Mahleriana. Come primo spunto, per chi non ha mai avuto modo di ascoltare le opere di Mahler, suggerisco un brano della mia opera preferita, la Seconda Sinfonia, chiamata La Resurrezione, sotto riporto il video della interpretazione del primo movimento della London Simphony Orchesta diretta dal maestro Valery Gergiev. Spenderete bene cinque minuti.







Acquista "Mahleriana - Diario di un'amicizia" di N. Bauer-Lechner su Amazon



sabato 21 gennaio 2012

HWA Bram Stoker Award: Ballottaggi preliminari


La Horror Writers Association ha annunciato la lista delle opere che parteciperanno ai ballottaggi preliminari del premio Bram Stoker Award. Si tratta di dieci opere per ogni categoria prevista dal premio, cinque sono quelle che hanno raccolto più voti da parte di tutti i membri della Horror Writers Association, le altre cinque sono scelte da una giuria della HWA dedicata per ogni categoria. Gli Active Members (e Lifetime Members) della HWA voteranno tra queste dieci opere, nelle rispettive categorie, le cinque che otterranno più voti accederanno al ballottaggio finale, che rappresenta la vera e propria nominations (finale) al Bram Stoker Awar per l'assegnazione del premio. L'opera che riceverà più voti nel ballottaggio finale vincerà il Bram Stoker Award. Senza entrare nei dettali del regolamento del premio, che può essere consultato integralmente sul sito della Horror Writers Association, in alcuni casi le opere che andranno ai ballottaggi finali potranno essere meno di cinque, sia per quelle votate dai membri che dalla Giuria, a seconda di un punteggio minimo che va ottenuto, e in alcuni casi, come noterete, alcune opere potranno andare direttamente al ballottaggio finale, a seconda di punteggi ricevuti e/o comunità di vedute della Giuria.

venerdì 20 gennaio 2012

Discovering Medusa: Viaggio nel Mito e nell'Arte


Questo numero di Pillole Nere è dedicato a una affascinante creatura mitologica, Medusa, che affonda le proprie radici in culture e epoche diverse, dipanando il suo arcano messaggio fino ai nostri giorni, attraverso un lungo viaggio nel mito, nell'arte e nella letteratura:

martedì 17 gennaio 2012

Dieci Coltelli: Intervista con Graham Masterton



Intervista Dieci Coltelli con Graham Masterton, icona della letteratura horror inglese e internazionale, autore di oltre cento opere di narrativa di genere, tra romanzi e racconti, vincitore dell'Edgar Award, del Prix Julia Verlanger, Silver Medal alla West Coast Review of Books, finalista al Bram Stoker Award. Dal suo romanzo The Manitou è stato tratto il film omonimo, diretto nel 1978 da William Girdler, con Tony Curtis e Susan Strasberg, da suoi racconti sono stati tratti diversi episodi per la serie TV The Hunger, diretta da Tony Scott. In Italia Gargoyle Books ha pubblicato due suoi romanzi: Spirit e Il Sangue di Manitou.

sabato 14 gennaio 2012

5° Movimento: Omaggio a Mozart - Alexander Lonquich


Primo numero della rubrica 5° Movimento, dedicata ai miei reportages dai concerti di musica sinfonica dell'Accademia di Santa Cecilia a Roma. Qui non si intende fare della critica musicale, ma selezionare e pubblicare alcune fotografie delle emozioni che il concerto ha suscitato. Fotografie oniriche e fluttuanti scattate in un altro tempo, in luoghi diversi, con i colori al posto degli archi, le forme che sostituiscono legni, ottoni, timpani. Una sperimentazione del Posto Bianco che prosegue il percorso artistico multidisciplinare intrapreso, che possiede molte vie e infinite parallele. 5° Movimento cercherà dunque di costruire ponti ideali tra musica sinfonica e pittura, secondo una personale interpretazione che non vuole essere altro che una grande molla capace di far scattare qualcosa nel lettore, ispirare altre ricerche, approfondimenti, nuove e diverse sperimentazioni sulle proprie emozioni.


Ogni numero di 5° Movimento sarà dedicato a un concerto, si inizia con Mozart, grande genio dal variopinto talento, il concerto in questione, che ho fotografato per voi, si è tenuto il 9 gennaio, Alexander Lonquich, nella doppia veste di direttore d'orchesta e solista al pianoforte, ha interpretato  Tutto Mozart,  un interessante programma, un breve e intenso viaggio nella musica mozartiana e nella sua epoca. Ho ascoltato: Sei danze Tedesche (K509-1787), la Musica Funebre Massonica (K477-1785) il Concerto per pianoforte e orchestra nr. 18 (K456-1784) e La sinfonia nr. 36 "Linz" (K425-1783). Sotto trovate un breve video in cui il musicologo Giovanni Bietti presenta il concerto, uno dei tanti interessanti servizi  e supporti multimediali dell'Accademia di S. Cecilia.




Inizio dalle Sei Danze Tedesche (K509), che ci trascinano in un grande salone dove si fa festa, è carnevale e tutti indossano strani costumi. Come fotografia di queste "danze", di questi tessuti preziosi che si muovono e ondeggiano, di luci bianche e gioielli, di qualcuno che aspetta di essere coinvolto dall'oro del movimento, ho scelto La Principessa Albert de Broglie di Jean August Dominique Ingres. Per me la Principessa è tra le ultime ad arrivare alla festa, si guarda intorno riflettendo le luci con lo splendido azzurro del suo vestito, una delle magie di Ingres.



Maxim Emelyanychev - Veritas Orchesta (2010)
Mozart - Sei Danze Tedesche (K509)



Per la Musica Funebre Massonica le emozioni, e le mie scelte, sono diverse. La musica è stata composta da Mozart in occasione della scomparsa di due amici, "fratelli" framassoni, è forte il presentimento di morte e la malinconia del passato, che come acque dense si sposta e ci circonda. Come fotografia di queste emozioni scelgo dunque La Malinconia di Edvard Munch



Istvan Kertesz - London Symphony Orchestra
Mozart - Musica Funebre Massonica (K477)



Ma siamo appena all'inizio di questo viaggio nel mondo mozartiano, lo dimostra il concerto per pianoforte che segue, dove Alexander Lonquich fa volare veloci note e talento. Sotto trovate un paio di video, la disponibilità dei materiali su YouTube mi costringe a sostituire Alexander Lonquich con Sviatoslav Richter  come interprete al pianoforte, per potervi fare ascoltare l'opera di Mozart che è stata rappresentata. Ma non voglio fare un torto troppo grande a Lonquich, non lo merita davvero, allora ho pensato di inserire anche un secondo video, dove l'artista interpreta musiche di Chopin e Schumann. Per questo concerto per pianoforte in cui atomi di armonie si mescolano ad una joie de vivre, alla libertà che Mozart dona alle note, ho pensato alle Grandi Bagnanti di Cezanne.



Sviatoslav Richter - R. Barshai - Japan Shinsei Symphony Orchesta (1994)
Mozart - Concerto per pianoforte e orchestra (K456)





Alexander Lonquich
Fryderyk Chopin, Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in mi minore op. 11 e Robert Schumann, Sinfonia n. 4 in re minore op. 120


Si chiude la prima parte del concerto, giusto il tempo di sistemare meglio nelle tasche le tante emozioni raccolte che deformano giacca e pantaloni. Poi la bellezza torna a mostrarsi con la Sinfonia Linz, scritta dall'autore in pochissimi giorni, che regala grande eleganza mista a brevi momenti di intensa drammaticità. Queste emozioni mi hanno guidato verso un opera di William Turner, Peace -Burial At Sea, nella quale la contenuta esplosione dei colori e della situazione lascia tracce di un passato oscuro, la guerra che ancora risuona da lontano, da ieri, con alcuni pigmenti scuri che non sono ancora svaniti del tutto, che sembrano attendere un'altra occasione. La pace, l'eleganza armonica e formale della sepoltura in mare, in agguato però c'è ancora l'angoscia.



Karl Böhm - Berliner Philharmoniker
Sinfonia nr. 36 - "Linz" (K425)




Il prossimo appuntamento con 5° Movimento sarà dedicato al concerto in programma lunedì 16 gennaio all'Accademia di S. Cecilia, il protagonista della serata sarà uno dei capolavori mozartiani, Il Requiem, diretto dal maestro Antonio Pappano, che ispirerà una puntata davvero speciale di 5° Movimento. Sotto trovate un breve video di presentazione del concerto del maestro Pappano:







venerdì 13 gennaio 2012

Rage Against the Night



Un post diverso dal solito stavolta, per segnalare una iniziativa concretizzata dall'impegno e dalla disponibilità di gran parte della comunità horror internazionale, Rage Against the Night.

giovedì 12 gennaio 2012

Recensione di Rocky Wood di Under the Dome di Stephen King



Recensione di Under the Dome di Stephen King scritta da Rocky Wood, scrittore e Presidente della Horror Writers Association, uno dei più grandi esperti di King, più volte finalista al Bram Stoker Award con i suoi saggi dedicati alle opere di Stephen King, come Stephen King: Uncollected, Unpublished e Stephen King: The Non-Fiction:

martedì 10 gennaio 2012

Dieci Coltelli: Intervista con Peter Straub





Intervista Dieci Coltelli con Peter Straub, una leggenda dell'horror, autore di veri e propri capolavori del genere, tra racconti e romanzi, premiato con otto Bram Stoker Award, due World Fantasy Award, due International Horror Guild Award, il British Fantasy Award, premio alla carriera Bram Stoker e International Horror Guild, Grand Master della World Horror Convention. Una grande esclusiva nazionale dedicata dal Posto Nero ai propri amici e lettori:

sabato 7 gennaio 2012

3 Colors Game: Il Vincitore


Il 3 Colors Game si è concluso, grazie a tutti per aver partecipato e per i tanti commenti che hanno interpretato con intensità e originalità colori e emozioni. Tra i tre colori, bianco blu e rosso, il colore che ha ricevuto più commenti è il bianco.


Tra le interpretazioni dei partecipanti che hanno scelto questo colore: Cesare Buttaboni e Claudio Vergnani ci hanno ricordato come il bianco evochi la morte nella tradizione cinese, Eva C. ha sottolineato la sua essenza macbettiana e spirituale, Nicola Lombardi avverte nel bianco il silenzio, la desolazione, la solitudine, per Diego Di Dio il bianco è il colore delle storie prima che vengano scritte, materializzate dall'inchiostro, per Ian Delacroix il bianco rappresenta l'assenza, l'unicità, l'incontaminazione, Roberto Bommarito lo caratterizza come un abisso inclusivo, la libertà, Raffaele Serafini con i suoi versi dipinge di bianco una pagina da iniziare o da voltare, quello zero che ci è indispensabile per ricominciare e dimenticare, senza mai fine, Miriam Mastrovisto trova nel bianco libertà e vertigini, l'ebbrezza creativa, Laura Ficorilli lo legge come un grande orizzonte, la purezza e la pace, per Daniele Serra il bianco è l'armonia.




Anche le altre interpretazioni, del rosso e del blu seguono la stessa strada tracciata dal bianco, Gianluca Santini sceglie il rosso e la sua spontaneità e istintività, il blu di Maurizio Landini è un mare artificiale che si anima e si agita nelle vibrazioni delle musica, Antonella Montesanti dipinge di blu la notte e i suoi pensieri difficili e armati, Luigi Milani decide per il rosso, che travolge le sue passioni, dall'amore alla paura, Marco Siena ricorda il rosso come concentrato di valori ed esperienze, avvinte alle esperienze più intime e personali, Danilo Arona descrive la forza, la possenza del rosso, che lascia fluire e mescolare tutto dentro di se, vita, amore e morte, Ferruccio Gianola sceglie il blu e la sua calma zen, per Francesca Fuochi il blu è la malinconia, suonata dal jazz e dall'infinito spazio notturno, il blu accende la fantasia di Mario Gazzola su doppie dimensioni, oltre il concetto di unicità, Fabio Adani si prende il rosso con tutte le sue contraddittorie passioni, Narratore associa il blu con l'oceano e la sua infinita libertà, rosso anche per Fabrizio Vercelli, per la presenza costante di questo colore nella nostra esistenza, Dora Dee ritrova nel blu la sua infanzia, la serenità, per Daniela Contini il blu è un biglietto per le vertigini dei fondali marini, tra acque profonde e incontaminate, Onin non riesce a afferrare il suo blu, per timore e per irraggiungibilità, lasciandoci immaginare un grande sconosciuto.



Tante interpretazioni diverse, spesso molto intime, che ci fanno comprendere come i colori rappresentino davvero un alfabeto senza lettere, senza parole, che si lascia leggere e interpretare attraverso la nostra sensibilità, con le luci e le ombre della nostra storia personale. Questo è quello che l'arte tenta di fare, nelle sue varie forme e espressioni, scavare le risposte dentro di noi, inserire un seme magico dentro al nostro stomaco, dal quale nascerà, ogni volta, qualcosa di diverso, di inaspettato.

E' arrivato dunque il momento di comunicare il nome del vincitore, estratto tra tutti i partecipanti con un sistema random online (http://www.random.org/) che si aggiudicherà la trilogia cinematografica in dvd 3 Colori di K. Kiesloswky, contenente Film Blu, Film Bianco e Film Rosso. 

Il vincitore scelto dalla fortuna è Fabrizio Vercelli, estratto con il numero 22, che sarà contattato a breve per ricevere il premio il palio. Complimenti al vincitore e grazie ancora a tutti per le emozioni che avete voluto donare alla pagine del Posto Bianco.





giovedì 5 gennaio 2012

Intervista Dieci Coltelli con Lisa Morton



Intervista Dieci Coltelli con la scrittrice horror Lisa Morton, un grande talento, vincitrice di quattro Bram Stoker Award, tra cui anche l'ultima edizione, Vicepresidente della Horror Writers Association e uno degli autori della raccolta di racconti horror Arkana-Racconti da Incubo, pubblicata lo scorso ottobre dal Posto Nero Free eBooks:

mercoledì 4 gennaio 2012

Viaggio nel Rosso, dal Moulin Rouge di Lautrec al Grand Guignol...e oltre


Questo mese il colore tematico del Posto Bianco, guida dei contenuti, è cambiato e dal blu ora tenteremo di inseguire il Rosso, con tutte le sue sfumature. Un colore poliedrico, che unisce sangue e passione, sensualità e distruzione, un cromatismo potente che difficilmente lascia indifferenti. Iniziamo il viaggio dalla sensualità, da Parigi e dal Moulin Rouge, tramite un manifesto di Toulouse Lautrec che pubblicizza uno spettacolo, la protagonista è Luise Weber (1866-1929) chiamata la Goulue (la golosa) ballerina fancese, vedette del Moulin Rouge e una delle più grandi attrazioni del tempo. La produzione dei manifesti di Lautrec, nonostante lo scopo pubblicitario, rappresenta uno spaccato realistico della società della Belle Epoque, si tratta di una produzione artistica altamente innovativa, ispirata dall'arte e dalle stampe giapponesi, i colori diventano protagonisti della psiche dei personaggi, le linee a l'essenzialità delle forme dirigono con precisione i sensi.




Torniamo per un momento alla Goulue, a Luise Weber, che sopra possiamo ammirare in una foto d'epoca. Esordì come modella di Renoir e poi di diversi artisti di Montmartre. La personalità e la sensualità, più che la bellezza, furono le armi più affilate di Luise Weber, che divenuta ballerina del Moulin Rouge, fu celebrata e immortatala dal manifesto di Lautrec, arrivando fino ai nostri giorni come una delle icone dell'epoca, continuando a muoversi sinuosamente nell'immaginario, condannata in una danza eterna, in uno sfrenato can-can la cui ideazione le è stata attribuita, anche se in realtà il suo declino fu triste, sul lastrico, tra i demoni della depressione e dell'alcolismo.



Qualche anno fa ammirai al Vittoriano di Roma una mostra particolare su Lautrec, che esponeva anche opere poco note della serie Maison Close, disegni che sono vere e proprie fotografie della quotidianità delle prostitute nei bordelli parigini, rappresente sia nelle ore di lavoro che nel loro ambiente domestico, frammenti di esistenze nascosti agli occhi, eccetto a quelli dell'artista, originale ospite di quei luoghi, come un fantasma a colori. Interpretazioni lontane da qualsiasi elemento erotico e da temi sociali. La realtà è la semplice protagonista distesa, nuda e cruda, senza alcuna luce sulla sofferenza. Abili scatti sulle ore, sui secondi, su tempi distanti. Lautrec spinge pulsanti borghesi e cattura anime, trascurando totalmente i clienti delle prostitute, il mondo che entra e esce da luoghi fuori dal tempo, senza lasciare nulla.


Rimaniamo a Parigi, anche se dalla sensualità ci spostiamo verso il sangue, una interpretazione del Rosso molto diversa. In realtà ci troviamo non solo nella stessa città, ma anche nello stesso quartiere, Pigalle, dove sorgono il Moulin Rouge e le Maison Close di Lautrec. Un quartiere a luci rosse che è giusto ispiratore della prima parte di questo viaggio. La meta è il Teatro del Grand Guignol, dove il sangue, nella finzione, è stato versato con abbondanza tra il 1897 e il 1962. Sangue che fluisce nelle scene di violenza, di sessualità e perversione, di macabro e paranormale. Come il Moulin Rouge, anche il Teatro del Grand Guignol ha avuto la sua stella, dalla Goulue arriviamo ora a Paula Maxa.


Paula Maxa è stata per anni la stella del Teatro del Grand Guignol, definita come la donna più assassinata al mondo, tra infinite torture, strangolamenti, impiccagioni, dissezionamenti (si parla di 10.000 morti in 60 modalità diverse). Per circa duecento sanguinosi spettacoli di fila Paula Maxa si è trasformata in cadavere, trascorrendo una vita bizzarra costellata dalla interpretazione continua della propria morte. Una maschera tragica indossata a lungo, davanti a suoi grandi occhi che incantavano il pubblico, per poi venire colmati dagli orrori più spaventosi. Un rosso doppio, quello del Grand Guignol, una miscela di sensualità e sangue che hanno incantano a lungo diverse generazioni di spettatori in bilico tra passione e follia, un rosso decisamente scuro.


Il 25 giugno 1910 all'Opèra di Parigi (sempre lei, la rossa Parigi) viene rappresentato per la prima volta l'Oiseau de feu (l'Uccello di Fuoco) di Igor Stravinskij, il suo più grande balletto. Stravinskij è un'ottimo esempio di attività multidisciplinare, o meglio, di mentalità verticale, quella che insegue Il Posto Bianco. Lo dimostra la sua continua ricerca su varie arti, le sue collaborazioni con Picasso e con Cocteau. Non esistono schemi nell'arte, categorie o generi: sono apparenze, facili ectoplasmi. Ma torno subito al Rosso, quello che colpisce dell'Uccello di Fuoco è l'innovazione nello stile, la libertà offerta al movimento che assume carattere non tecnico o formale, ma pienamente drammatico. Un movimento rosso, lontano dagli artifici, che con Stravinskij ha aperto la strada al rinnovamento del balletto.


Difficile parlare di movimento, di drammaticità del corpo e delle sue evoluzioni, del vaso delle passioni e dell'energia vitale aperto dall'opera di Stravinskij, è molto più semplice ammirare un breve video, la protagonista, l'Uccello di Fuoco, è Leanne Benjiamin, etoile del Royal Ballet, lo spettacolo si è tenuto al Royal Opera House Covent Garden nel 2001. Lo scenario è il giardino incantato del gigante Katschei, mentre il giovane principe Ivan Tsarevich insegue e cattura l'uccello di fuoco, che in cambio della sua libertà offrirà all'uomo una penna magica e il suo aiuto, che poi gli consentirà di liberare le principesse dal castello del gigante, rivelandogli il segreto dell'immortalità del mostro, che pietrificava chiunque tentasse di liberare le sue prigioniere.




Dalle evoluzioni dell' Uccello di Fuoco arriviamo alla interpretazione del Rosso di Jean-Michel Basquiat e della sua opera Red Kings. Magia dei colori, le trasformazioni delle emozioni sono improvvise. Il rosso di Basquiat può illustrare il sangue che ricopre le corone delle dittature, di re che come moderni vampiri senza ali nutrono con il sangue il proprio potere e i propri privilegi. Sangue abbondante, si tratta di creature esigenti dalla oscura biologia. Sangue invisibile che rimane sulle mani, sui pensieri, sulla propria ombra, che se si osserva con attenzione, è rossa. Il pennello pesante di Basquiat, le sue visioni anatomiche, sono ideali per rappresentare, con forza, la brutalità del potere.  La vita stessa di Jean-Michel Basquiat è rossa, è una fiamma che si è alzata bruciando altissima per spegnersi precocemente, a ventisette anni, un anno dopo la morte del suo amico Andy Warhol.



Questo primo viaggio nel Rosso termina con la Maschera della Morte Rossa (1842), uno dei racconti più affascinanti e visionari di Edgar Alla Poe. L'opera si può approfondire tramite il bellissimo short e l'evocativa lettura di Giancarlo Giannini che concludono l'articolo. Anche qui il potere è in qualche modo protagonista, ma della propria dissoluzione, come una conseguenza atemporale e anomala dell'opera di Basquiat. Il potere che crede alla propria immortalità, come se il sangue sparso e le sofferenze in qualche modo potessero e dovessero sdoganarlo dalle leggi fisiche. La Morte, la creatura che Poe fa apparire alla festa del principe Prospero è la fine di questa illusione.


Il racconto inizia subito con forza, con preveggenza:

Da tempo la "morte rossa" devastava il paese. Mai epidemia era stata più fatale, o più spaventosa. Il sangue era la sua manifestazione e il suo suggello, il rosso e l'orrore del sangue. Essa appariva con dolori acuti, uno stordimento improvviso, poi un sanguinare diffuso dai pori, infine sopravveniva la dissoluzione. Le macchie scarlatte sul corpo e soprattutto sul volto delle vittime rappresentavano il marchio della pestilenza che precludeva ai colpiti ogni aiuto e ogni comprensione da parte dei propri simili. E l'attacco, il progredire e la conclusione del male si risolvevano nello spazio di mezz'ora. Ma il principe Prospero era una creatura felice, indomabile e preveggente. Quando le sue terre furono a metà spopolate, egli radunò al proprio cospetto un migliaio di amici sani e spensierati scelti tra i cavalieri e le dame della sua corte, e con costoro si ritirò nell'inviolato isolamento di una delle tante sue abbazie merlate. Era una costruzione enorme, splendida, creata dal gusto eccentrico e sfarzoso del principe in persona. Un muro forte e altissimo la circondava.

Un racconto che lascia aperte molte domande, sul destino, sulla morte, sulla volontà che trasforma la realtà a suo piacimento, sulla entità che fa specchiare tutti i presenti nel nulla, in se stessi in fondo. Il labirinto creato da Poe, con le sue stanze, soffoca e imprigiona, mentre il sangue sale sempre più verso le ginocchia. Il Rosso, insieme alle paure che può trasportare, ha in questo racconto il viso più ambiguo.









Si conclude questo primo viaggio nel Rosso, che continuerà a tenerci compagnia in questo mese. Chiudo ricordando che fino al 6 gennaio è possibile partecipare al 3Colors Game (anche in questo caso il rosso è uno dei protagonisti), una interessante e stimolante occasione per giocare con i colori e le emozioni, e per vincere la trilogia cinematografica  3 Colori di K. Kiesloswky in dvd.



lunedì 2 gennaio 2012

Autopsie: Ugo Barbàra analizza Il Tribunale delle Anime di Donato Carrisi


Siamo arrivati al numero #27 per la rubrica Autopsie del Posto Nero. Anche questa volta un coroner d'eccezione ci consente di entrare nel corpo e nell'anima di un romanzo, è lo scrittore Ugo Barbàra, finalista all'ultima edizione del premio Scerbanenco, che ha scelto di sezionare per noi Il Tribunale delle Anime di Donato Carrisi (Longanesi). Una Autopsia che corre velocemente sul filo del thriller.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...