giovedì 21 febbraio 2013

Alexander Calder: La Scultura Cinetica

 
 
 
 
 
"Ho cominciato subito usando il fil di ferro come materiale principale e aggiungendo ogni sorta di cose: cordicelle, cuoio, tessuto, legno. Il legno combinato con il fil di ferro (con cui facevo le teste, le code e le zampe degli animali, così come le loro parti articolate) era diventato il mio standard. Un amico mi suggerì di fare dei personaggi interamente di fil di ferro e fu allora che iniziai a fare quella che ho chiamato “Scultura di fil di ferro” e a Montparnasse, hanno cominciato a chiamarmi “Il Re del Fil di Ferro.” (Alexander Calder)
 
Oggi apro una nuova finestra sull'arte, il protagonista è Alexander Calder (1898/1976), grande artista statunitense che ha esplorato una nuova visione dell'arte e della scultura, con l'essenza cinetica delle sue opere, quelle che vengono chiamate mobiles, sculture in movimento, rivoluzionando i canoni classici dell'arte con l'uso di materiali non convenzionali. Una esperienza artistica che vale la pena di conoscere.


 
 
 
«Perché non rappresentare le forme in movimento? Non un semplice movimento di traslazione o rotativo, ma una composizione di diversi moti di vario tipo, velocità e ampiezza. Così come si possono comporre colori o forme, così si può comporre il movimento». (Alexander Calder)
 
Questa parole dell'artista ci lasciano comprendere la sua nuova visione dello spazio, che si materializza con l'espressione dell'energia dell'oggetto, dell'ambiente stesso che viene animato con nuove dinamiche. Condividere i mondi in movimento di Calder significa immergersi nelle sue vibrazioni, parteciparvi. L'idea della scultura cinetica viene ispirata a Calder dopo la sua visita allo studio di Mondrian, con le sue forme irregolari, lo spazio frastagliato dalle geometrie ricavate dai suoi dipinti. L'idea di Calder fu quella di estrapolare le forme di Mondrian dai quadri, scolpìrle e donarle il movimento, motori e ingranaggi.
 
 
 
 
Calder durante il suo percorso artistico non si fermerà ai suoi celebri hanging mobile (sculture cinetiche sospese) e  standing mobile (sculture cinetiche a terra), continuerà a esplorare e evolvere con nuove interpetazioni che lo vedranno all'opera anche su sculture monumentali, sculture non cinetiche, opere su carta e di gioielleria, litografie, progettazione di giocattoli, sculture e arazzi. Il suo multiforme approccio artistico, insieme alle innovazioni, rende Calder l'ospite perfetto per Mezzotints, nell'ambito della ricerca multidisciplinare sull'arte che questo blog persegue propone ormai da tempo.
 
 
 
 
 
Se con i sui celebri mobile, opere che danzano di fronte allo spettatore, Calder trova anche nuove soluzioni per la scultura e le installazioni non cinetiche, le varie opere monumentali realizzate che propongono una filosofia parallela della sua visione artistica.Strutture vitali e geometriche che suggeriscono una diversa partecipazione emotiva, non solo dunque la diversa visione dinamica dello spazio evocata dai mobiles ma realizzazioni che richiedono una collaborazione anche fisica dello spettatore, strutture, gli stabile, che attirano il corpo umano a camminarvi incontro, a passare in mezzo alle forme e ai volumi. Vivere, per sintetizzare, la bellezza ideale delle forme astratte.
 
 
 
 
L'esperienza di dinamismo delle forme di Calder affronterà anche la formalità e le staticità  della pittura, dei suoi colori e delle sue forme. Anche nelle arti figurative l'artista americano introdurrà a modo suo il movimento, costruendo una seconda e terza dimensione, fondendo le figure con la scultura, in una danza alchemica tra oggetti in movimento e colori, tra lo sfondo formale e l'energia, diverse vibrazioni che si sovrappongono, arrivando allo stato d'animo, all'esperienza dello spettatore, attraverso due binari diversi e complementari. L'ideale artistico di Calder non è poi così astratto come appare a prima vista, ma ricerca la riproduzione, più fedele possibile, dell'intensità della vita.
 
 
 
 
 
Calder ha proposto una visione rivoluzionaria dell'arte che anticiperà di oltre quarant'anni la performance art, di cui oggi molto si parla e che propone progetti e esperienze affascinanti e vitali, assai vicine alle dinamiche del mondo contemporaneo. Personalmente sono estremamente affasciato dalle sue sculture in filo di ferro (Wire Sculpture) di acrobati, animali e ritratti, realizzate soprattutto negli anni venti a Parigi, che aggiungono al teatro delle emozioni di Calder il gioco e l' ironia. Questo anima delle opere di Calder sono esplicitate dalle parole stesse dell'artista, che raccontano la sua infanzia creativa e il primo imput che lo porterà, a Parigi, a muovere i primi passi della sua rivoluzione artistica:
 
"Quando ero bambino, ho avuto molti giocattoli, ma non ero mai contento di loro. Ho sempre abbellito e ampliato il loro repertorio con appendici fatte di fil di ferro, di rame e di altri materiali.
In California avevo un amico con cui costruivamo armature e armi di lamiera e di bosso, scudi, corazze, elmi, spade, lance. Io avevo persino un vecchio paio di guanti di mia madre coperti di placche di latta. Lui era sir Lancillotto e io ero sir Tristano. Noi credevamo di fare dei duelli (amichevoli), ma lui era molto più agile di me e una volta mi diede un colpo sulle chiappe con il lato piatto della sua spada (di legno) e così mi ritirai dai tornei per sempre.
Poi avevo dei cavalli di cuoio imbottiti di segatura – alti 25 centimetri – una ferrovia meccanica di metallo con vagoni alti 7 centimetri ed ero molto arrabbiato quando i miei vicini venivano a giocarci, tutti assieme.

Poi avevamo alcuni ferri per marchiare che avevamo riscaldato sopra una candela. Il ferro era diventato troppo caldo e i cavalli si bruciarono troppo e la segatura fuoriuscì.
Mia sorella ha avuto non poche bambole e con del filo di rame fine, raccolto per strada, quando saldavano i cavi elettrici, e con delle perline, abbiamo fatto gioielli straordinari.
Più avanti ho giocato un po’ con giocattoli più complicati e meccanizzati.
Il primo anno che ero a Parigi (1926-27), ho incontrato un serbo, che sosteneva di essere nel commercio dei giocattoli e mi assicurò che ci si poteva guadagnare da vivere inventando giocattoli meccanici. Poiché non avevo molti soldi, questo mi interessava."
 
 
 
 
 
 
Come sempre non intendo proporre una scolastica cronistoria dell'opera di Calder, le scuole, le influenze, la biografia, i legami con Mirò, Arp, Duchamp, lascio alle immagini a ai video presenti in questo articolo la possibilità di far parlare l'arte di Calder, in modo molto più intuitivo e spontaneo. Come sempre queste finestre sull'arte proposte da Mezzotints non sono altro che uno stimolo per ulteriori ricerche e approfondimenti personali. Nel caso di Calder, parlo ai più curiosi di voi, scoprirete un mondo davvero affascinante, che merita letture e esperienze dirette. Sono molte le retrospettive dedicate alle opere di Calder, e sono state spesso organizzate anche in Italia.
 
 
 
 
 
Tornando alla dimensione giocosa, fantastica e ironica di Calder, alla fine dell'articolo troverete un video che mostrerà i suoi celebri circhi in miniatura animati da piccole creature funamboliche. Dimensioni insieme dimenticate e archetipali, da cui poi nascono le varie esperienze e rivoluzioni del suo multiforme percorso artistico. La grandezza nasce dalle piccole passioni, dalla riscoperta di noi stessi, dal gioco con la materia e le emozioni. Jean Paul Sartre delle opere di calder ha scritto: «Questi mobiles non significano nulla. Non rimandano altro che a loro stessi. Sono degli assoluti». Assoluti come archetipi, una definizione che svela anche molti significati della esistenza umana, e della comunicazione attraverso l'arte.
 
 
 
 
 
 
 

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